Indirizzo
Via Villafranca, 72, 37068, Isolalta di Vigasio (VR)
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Contatti
capelliniscultore@gmail.com
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Origini e formazione
Sergio Capellini nasce a Bologna il 19 dicembre 1942 da Domenico Capellini e Ida Degli Esposti. Rimasto orfano del padre, caduto in guerra prima della sua nascita, cresce affidato ai nonni materni, Valentino Degli Esposti e Angiola, dopo che la madre emigra in Svizzera in cerca di lavoro. Le difficili condizioni economiche della famiglia lo portano a iniziare a lavorare in giovanissima età, prima come panettiere e poi svolgendo diversi mestieri manuali.
Prima di approdare nell’officina meccanica dello zio paterno Arturo, intorno al 1956, lavora come carbonaio e falegname. All’inizio degli anni Sessanta lascia l’officina e trova impiego presso un’impresa edile impegnata nella realizzazione di grandi opere in varie zone d’Italia. Con i guadagni di questo lavoro, nel 1962 si trasferisce a Roma, dove quella che doveva essere una breve permanenza si trasforma in un soggiorno di sedici anni, decisivo per la sua formazione artistica.
Nella capitale matura definitivamente la sua vocazione artistica. Dopo aver svolto vari lavori, entra in contatto con lo scultore Luciano Condorelli (Acireale 1887 – Roma 1968), di cui diventa assistente. Presso il maestro siciliano apprende le tecniche fondamentali del mestiere scultoreo, trasformando una passione giovanile in una concreta prospettiva professionale.
Parallelamente frequenta musei e gallerie private, approfondendo la conoscenza della scultura antica (greca, romana, etrusca e rinascimentale) e moderna. Tra i riferimenti che segneranno in modo duraturo la sua ricerca figurano Medardo Rosso, Arturo Martini, Giacomo Manzù, Marino Marini, Emilio Greco e Pericle Fazzini.
Intorno al 1965, anno in cui si interrompe l’apprendistato presso Condorelli, Capellini inizia a esporre i suoi primi lavori, in particolare teste, nudi femminili, cavalli e soggetti di carattere religioso. Partecipa alla I Mostra internazionale I Misteri presso la Condotti Street Gallery di Roma e al Premio La Natività, organizzato dalla Galleria Burckhardt.
Nello stesso anno prende parte a una mostra collettiva di artisti romani a Perugia, organizzata dalla Galleria I Volsci di Roma, ed espone accanto a opere di Giorgio De Chirico. Sempre nel 1965 vince un concorso per la realizzazione del bassorilievo La Deposizione del Cristo dalla Croce per il Cimitero Flaminio di Roma, sua prima importante commissione pubblica. Seguono, negli anni immediatamente successivi, un busto di Papa Giovanni XXIII per la Chiesa della Sacra Famiglia di Bologna e un San Francesco e una Via Crucis in bronzo per la Casa Generalizia delle suore francescane di Grottarossa.
Nel biennio 1966-1967 partecipa a numerose iniziative promosse dal Comune di Roma a sostegno dei giovani artisti, esponendo alla Primavera Romana sulla scalinata di Trinità dei Monti e alla Fiera d’Arte di via Margutta. Nel 1967 vince il primo premio alla XIII Mostra-concorso per presepi e pezzi da presepio, svoltasi a Palazzo Braschi.
Nel 1968 tiene la sua prima mostra personale alla Galleria I Volsci di Roma, diretta da Enzo Gualazzi. Nello stesso anno partecipa alla VI Biennale Romana, dove le sue opere convivono con quelle di artisti appartenenti alle più avanzate correnti sperimentali del periodo.
Negli anni successivi si intensificano le occasioni espositive anche fuori da Roma, con mostre personali ad Aosta e Milano nel 1970. Il momento decisivo della sua carriera è l’incontro con il gallerista giapponese Masashi Murakami, promotore della scultura moderna italiana in Giappone. Grazie a questa collaborazione, Capellini realizza trentasei bronzi di piccolo e medio formato presso la Fonderia Artistica Anselmi di Roma, esposti nel 1977 alla Galleria Universe di Tokyo.
Tra le opere presentate figura Anche l’eroe muore (1970-1971), oggi conservata presso l’Open Air Museum di Hakone. In questi anni la sua produzione alterna una linea più drammatica ed espressionista, legata ai temi del cavallo, del cavaliere e della guerra, a una più pacata e classicheggiante, caratterizzata da una fluida eleganza formale.
Nei primi anni Settanta Capellini subisce anche l’influenza delle sculture di Henry Moore, viste alla grande mostra del 1972 al Forte Belvedere di Firenze. Da queste suggestioni nascono opere come Genesi, studio n. 1 (1972-1973), esposta alla X Quadriennale d’Arte di Roma. Questa fase di astrattismo organico è tuttavia breve e l’artista ritorna presto alla figurazione.
Parallelamente sviluppa un intenso interesse per i temi legati alla Seconda guerra mondiale e alla condizione umana di fronte alla violenza e alla morte. Opere come Il prigioniero ed E io non morirò ottengono riconoscimenti istituzionali e vengono esposte in importanti contesti nazionali.
Nel 1974 debutta negli Stati Uniti con una mostra personale in California. Negli anni successivi si trasferisce prima a Verona e poi nella campagna veronese, dove prosegue un’intensa attività creativa ed espositiva. Alla fine degli anni Settanta la sua scultura raggiunge una fisionomia pienamente matura, sospesa tra il dinamismo delle figure maschili e la compattezza sinuosa di quelle femminili, sotto l’influenza di maestri come Arturo Martini, Emilio Greco, Giacomo Manzù e in particolare Pericle Fazzini.
Gli anni Ottanta sono segnati da numerose mostre personali in Italia e all’estero, in particolare in Giappone e in Germania. In questo periodo la ricerca si concentra sempre più sul nudo femminile, spesso messo in relazione con la sedia, elemento che introduce un raffinato dialogo spaziale tra struttura e figura.
Accanto all’attività espositiva, Capellini realizza numerose opere monumentali e religiose in Italia e all’estero, confermando una produzione costante e riconosciuta a livello internazionale.
Dal 1985 al 2000 vive a Castel d’Azzano, per poi trasferirsi a Isolalta di Vigasio. Per questi territori realizza alcune delle sue ultime commissioni pubbliche, tra cui le Maternità collocate negli spazi urbani dei due comuni.
Tra i riconoscimenti più significativi degli ultimi anni si ricordano il XXXIV Premio Sulmona, conferito nel 2007, e la nomina a membro della Pontificia Insigne Accademia di Belle Arti e Lettere dei Virtuosi al Pantheon, conferita da Papa Benedetto XVI nel 2009.
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Progettazione digitale · Viola Semeghini
